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Macchina, 2021, 180cm x 420cm, ink on paper. Photo Emanuele Sosio

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The contact between a car, paper and ink gave rise to an image which embodies the tactile and formal qualities of the industrial object.
Such process of making was inspired by the printing technique called Ink Rubbing.  Deepened in chinese tradition, this method used to be exerted to get multiple copies of old inscribed slabs or steles. The rubbings are today important documents which report canonical texts, epitaphs and eulogies.
The obsolete way of manipulating materials led to a rough and light image, definitely in contrast with the design of the original industrial object and nowadays’ digital ways of printing.



Carta e inchiostro sono stati adagiati sulla carrozzeria di un’ automobile permettendo di cristallizzare nel colore e nel supporto la forma e i rilievi di quel corpo meccanico.
L’uso dei materiali ricorda l’ Ink Rubbing, tecnica nata nel VII secolo d.C. in Cina per riprodurre su supporti trasportabili iscrizioni encicplediche, epitaffi ed elogi. Gli Ink Rubbing sono oggi documenti alternativi alle steli, che testimoniano con la chiarezza fornita dall’inchiostro e dalla carta la storia e la cultura  di popoli e civilità.
Le opere, nate dalla reinvenzione di questa tecnica desueta, si presentano ruvide e leggere, certamente indipendenti dagli oggetti industriali di partenza e dai freddi metodi di stampa digitale di oggi.

Macchina (detail), 2021, ink on paper. Photo Emanuele Sosio

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Macchina (detail), 2021, ink on paper. Photo Emanuele Sosio

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Macchina (detail), 2021, ink on paper. Photo Emanuele Sosio

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Macchina (detail), 2021, ink on paper. Photo Emanuele Sosio

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Installation view, VIR Viafarini-in-residence, Milan, Italy, 2021

If painting has always been a reflection or projection of reality, in Orombelli’s works every distance between figure and background is erased by the technique he employs, as the subject is embodied in the pictorial matter itself. Applying the technique of the calicot, Orombelli uses colour to transfer the three-dimensionality of an object onto the pictorial surface so that reality and its pictorial extension become one in a new entity. The practice questions the relationship between painting and sculpture, between forms, space and matter. These epider- mal casts seem to complete what Didi-Huberman defined as “la ressemblance par contact” (resemblance by contact), in a formalist, but also profoundly existential quest for the meaning of the things around us, and the way they constitute our reality.


Se la pittura è sempre stata riflesso o proiezione di realtà, nelle opere di Orombelli ogni distanza tra figura e sfondo viene annullata nella tecnica, e nell’oggetto incarnato dalla materia pittorica stessa. Appropriandosi della tecnica dello strappo Orombelli trasferisce, con il colore, la tridimensionalità dell’oggetto sulla tela, facendo sì che lo spazio fisico e la sua estensione pittorica diventino tutt’uno in una nuova entità. La pratica problematizza così la relazione tra pittura e scultura, fra forme, spazio e materia. Questi calchi epidermici paiono completare quella che Didi-Huberman definì “la ressemblance par contact”, in una ricerca a tratti formalista, ma anche profondamente esistenziale, sul senso delle cose che ci circondano e di come queste costituiscano la nostra realtà. 

Elisa Carollo

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Trapunta, 2021, detached tempera on pattina linen cloth, 210cm x 130cm

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Trapunta, 2021, detached tempera on pattina linen cloth, 150cm x 104cm

WhatsApp Image 2021-06-23 at 14.09.21.jpeg

Installation View, 2021, ardere ardere ardere ardere, Verona, Italy. Photo: Karina Castro

Door, 2021.jpeg

Porta, 2021, detached tempera on calico, 210cm x 100cm. Photo: Karina Castro

Ardere x4_0011_1.jpg

Zerbino, 2021, detached tempera on pattina linen cloth, 50cm x 36cm.

Photo: Karina Castro

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Installation view (Computer and Piumino), 2021, Macina, Viafarini.work, Milan, Italy. Photo: Mattia Angelini

Piumino (2021) di Ludovico Orombelli è ottenuto con la tecnica della strappo. Lo strappo è qui interessato alla griglia, alle cuciture, alle grinze. È uno strappo-altorilievo-minimal: alla ricerca della texture rivolta al tattile. Il colore è dato dalla tempera e dal pigmento. É qui utilizzato nel solco dei monocromi. Ha aromi di pop-reliquia, con i nervi di pattina, il Piumino.

Il Piumino è e non è una piumino.

È di più, perché più visibile e di meno, perché non utilizzabile.

È e non è un dipinto, è e non è una scultura.

È l'istantanea della soglia di contatto.


Cosa perdo?
Cosa resta?
Cosa aggiungo?

Jacopo Natoli, 2021, Milan

Computer, 2021, detached tempera on pattina linen cloth,

44cm x 33cm. Photo: Mattia Angelini

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Trapunta per bambino.jpg

Trapunta per bambino stems from the reinvention of the strappo technique, an heritage of the mural interventions I used to do with my father in old Italian houses. The technique was in this case employed to deconstruct an everyday object which was previously covered in paint. The resulting work takes the shape of a subtle pictorial skin which holds the memory  of its relationship with the surface of the quilt.  It starts existing between both sculpture and painting, an object and an image, featured by all the imperfections coming from a process that is, on occasion, so unpredictable as to verge upon the point of breaking. 


Trapunta per bambino nasce dal recupero della tecnica dello strappo. L’opera, realizzata trasferendo colore da una trapunta alla tela, ha preso forma nella relazione con un oggetto comune che si rivela come una epifania: una memoria che occupa l’interstizio tra la matrice e la sua raffigurazione. Le qualita’ tattili e formali si fondono nel colore del monocromo tanto come segni quanto come rilievi.

Trapunta per Bambino, 2021, detached tempera on pattina linen cloth, 140cm x 105cm

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Trapunta per bambino, dettaglio.jpg

Trapunta per Bambino (detail), 2021, detached tempera on pattina linen cloth

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Research Studio Project (Installation View), VIR Viafarini-in-residence, Milan, Italy, 2020

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Research studio project investigates display as an extension of the creative process developed within the studio. The exhibition space contains both paintings and their original objects, thus highlighting the cosmogony giving rise to the work. 


In Research studio project ho voluto adottare il processo creativo come oggetto di indagine. Matrici (oramai sfigurate dai miei interventi) e relative estensioni pittoriche, sono state trasferite dallo studio allo spazio espositivo, mettendo in luce la cosmogonia da cui ha origine il lavoro.

Sheepskin, 175cmx150cm, detached egg tempera on pattina linen cloth, VIR Viafarini-in-residence, Milan, Italy, 2020

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Sheepskin (detail), detached egg tempera on pattina linen cloth, 2020

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Sheepskin (detail), eco-fur rug, 2020

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Folded Bed Sheet, 238cm x 102cm, detached egg tempera on pattina linen cloth, VIR Viafarini-in-residence, Milan, Italy, 2020

Folded Bed Sheet 2.jpg

Folded Bed Sheet (detail) , egg tempera on pattina linen cloth, 2020

Bed Sheet 1.jpg

Bed Sheet, 250cm x 140cm, detached egg tempera on pattina linen cloth, Milan, Italy, 2020

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Bed Sheet (detail) , detached egg tempera on pattina linen cloth, 2020

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A raincoat, 2020, tempera on pattina linen cloth, 90cm x 190 cm and 90cm x 190cm

The diptych records both the sides of a raincoat and its hanger. The work is an explicit translation of the object’s physicality onto a canvas.


In questo caso l’intenzione era trasportare la pittura applicata su due lati di un’impermeabile e una gruccia sulla tela. Il dittico riporta la fisicità e le forme dell’oggetto, ora prossime alle due dimensioni.

A raincoat (detail), 2020, tempera on pattina linen cloth

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Contenitori, 2022, variable dimensions, fresco painting on packagings, Break-in, temporal displacement, The Address Gallery, Brescia. Photo: Alberto Petrò

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Contenitori (installation view), 2022, The Address Gallery, Brescia, Italy. Photo: Alberto Petrò

Found packaging were covered in fresco painting so that materials and colors could highlight the negative and positive spaces of the forms. The resulting works remind of both paintings and objects, architectures and traces of the accessories that once used to be contained.
A careful observation would also reveal the texture, the grain and the cracks of the surfaces. A peculiar sense of precarity follows an intimate exploration that gives a new life to the disposable packaging.


Le opere nascono dal recupero di contenitori che in un secondo tempo sono stati affrescati. Sono degli oggetti e, al contempo, dei dipinti. I vuoti e i pieni delle forme vengono accentuati dal colore che rievoca gli accessori che un tempo le abitavano. Sono, quindi, anche delle architetture, o delle tracce, a seconda di come si preferisce guardarle. 
L'osservatore piú curioso proverá ad entrarci, scoprendo la textura, la grana e le crepe dell'intonaco. Un particolare senso di precarietá accompagna un'intima esplorazione capace di avvicinarci ad oggetti che generalmente trascuriamo, in un gioco che lascia spazio a nuove possibilità cognitive.

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Macchina, 2021, 180cm x 420cm, ink on paper. Photo Emanuele Sosio

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The contact between a car, paper and ink gave rise to an image which embodies the tactile and formal qualities of the industrial object.
Such process of making was inspired by the printing technique called Ink Rubbing.  Deepened in chinese tradition, this method used to be exerted to get multiple copies of old inscribed slabs or steles. The rubbings are today important documents which report canonical texts, epitaphs and eulogies.
The obsolete way of manipulating materials led to a rough and light image, definitely in contrast with the design of the original industrial object and nowadays’ digital ways of printing.



Carta e inchiostro sono stati adagiati sulla carrozzeria di un’ automobile permettendo di cristallizzare nel colore e nel supporto la forma e i rilievi di quel corpo meccanico.
L’uso dei materiali ricorda l’ Ink Rubbing, tecnica nata nel VII secolo d.C. in Cina per riprodurre su supporti trasportabili iscrizioni encicplediche, epitaffi ed elogi. Gli Ink Rubbing sono oggi documenti alternativi alle steli, che testimoniano con la chiarezza fornita dall’inchiostro e dalla carta la storia e la cultura  di popoli e civilità.
Le opere, nate dalla reinvenzione di questa tecnica desueta, si presentano ruvide e leggere, certamente indipendenti dagli oggetti industriali di partenza e dai freddi metodi di stampa digitale di oggi.

Macchina (detail), 2021, ink on paper. Photo Emanuele Sosio

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Macchina (detail), 2021, ink on paper. Photo Emanuele Sosio

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Macchina (detail), 2021, ink on paper. Photo Emanuele Sosio

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Macchina (detail), 2021, ink on paper. Photo Emanuele Sosio

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Installation view, VIR Viafarini-in-residence, Milan, Italy, 2021

If painting has always been a reflection or projection of reality, in Orombelli’s works every distance between figure and background is erased by the technique he employs, as the subject is embodied in the pictorial matter itself. Applying the technique of the calicot, Orombelli uses colour to transfer the three-dimensionality of an object onto the pictorial surface so that reality and its pictorial extension become one in a new entity. The practice questions the relationship between painting and sculpture, between forms, space and matter. These epider- mal casts seem to complete what Didi-Huberman defined as “la ressemblance par contact” (resemblance by contact), in a formalist, but also profoundly existential quest for the meaning of the things around us, and the way they constitute our reality.


Se la pittura è sempre stata riflesso o proiezione di realtà, nelle opere di Orombelli ogni distanza tra figura e sfondo viene annullata nella tecnica, e nell’oggetto incarnato dalla materia pittorica stessa. Appropriandosi della tecnica dello strappo Orombelli trasferisce, con il colore, la tridimensionalità dell’oggetto sulla tela, facendo sì che lo spazio fisico e la sua estensione pittorica diventino tutt’uno in una nuova entità. La pratica problematizza così la relazione tra pittura e scultura, fra forme, spazio e materia. Questi calchi epidermici paiono completare quella che Didi-Huberman definì “la ressemblance par contact”, in una ricerca a tratti formalista, ma anche profondamente esistenziale, sul senso delle cose che ci circondano e di come queste costituiscano la nostra realtà. 

Elisa Carollo

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Trapunta, 2021, detached tempera on pattina linen cloth, 210cm x 130cm

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Trapunta, 2021, detached tempera on pattina linen cloth, 150cm x 104cm

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Installation View, 2021, ardere ardere ardere ardere, Verona, Italy. Photo: Karina Castro

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Porta, 2021, detached tempera on calico, 210cm x 100cm. Photo: Karina Castro

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Zerbino, 2021, detached tempera on pattina linen cloth, 50cm x 36cm.

Photo: Karina Castro

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Installation view (Computer and Piumino), 2021, Macina, Viafarini.work, Milan, Italy. Photo: Mattia Angelini

Piumino (2021) di Ludovico Orombelli è ottenuto con la tecnica della strappo. Lo strappo è qui interessato alla griglia, alle cuciture, alle grinze. È uno strappo-altorilievo-minimal: alla ricerca della texture rivolta al tattile. Il colore è dato dalla tempera e dal pigmento. É qui utilizzato nel solco dei monocromi. Ha aromi di pop-reliquia, con i nervi di pattina, il Piumino.

Il Piumino è e non è una piumino.

È di più, perché più visibile e di meno, perché non utilizzabile.

È e non è un dipinto, è e non è una scultura.

È l'istantanea della soglia di contatto.


Cosa perdo?
Cosa resta?
Cosa aggiungo?

Jacopo Natoli, 2021, Milan

Computer, 2021, detached tempera on pattina linen cloth,

44cm x 33cm. Photo: Mattia Angelini

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Trapunta per bambino stems from the reinvention of the strappo technique, an heritage of the mural interventions I used to do with my father in old Italian houses. The technique was in this case employed to deconstruct an everyday object which was previously covered in paint. The resulting work takes the shape of a subtle pictorial skin which holds the memory  of its relationship with the surface of the quilt.  It starts existing between both sculpture and painting, an object and an image, featured by all the imperfections coming from a process that is, on occasion, so unpredictable as to verge upon the point of breaking. 


Trapunta per bambino nasce dal recupero della tecnica dello strappo. L’opera, realizzata trasferendo colore da una trapunta alla tela, ha preso forma nella relazione con un oggetto comune che si rivela come una epifania: una memoria che occupa l’interstizio tra la matrice e la sua raffigurazione. Le qualita’ tattili e formali si fondono nel colore del monocromo tanto come segni quanto come rilievi.

Trapunta per Bambino, 2021, detached tempera on pattina linen cloth, 140cm x 105cm

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Trapunta per Bambino (detail), 2021, detached tempera on pattina linen cloth

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Research Studio Project (Installation View), VIR Viafarini-in-residence, Milan, Italy, 2020

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Research studio project investigates display as an extension of the creative process developed within the studio. The exhibition space contains both paintings and their original objects, thus highlighting the cosmogony giving rise to the work. 


In Research studio project ho voluto adottare il processo creativo come oggetto di indagine. Matrici (oramai sfigurate dai miei interventi) e relative estensioni pittoriche, sono state trasferite dallo studio allo spazio espositivo, mettendo in luce la cosmogonia da cui ha origine il lavoro.

Sheepskin, 175cmx150cm, detached egg tempera on pattina linen cloth, VIR Viafarini-in-residence, Milan, Italy, 2020

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Sheepskin (detail), detached egg tempera on pattina linen cloth, 2020

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Sheepskin (detail), eco-fur rug, 2020

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Folded Bed Sheet, 238cm x 102cm, detached egg tempera on pattina linen cloth, VIR Viafarini-in-residence, Milan, Italy, 2020

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Folded Bed Sheet (detail) , egg tempera on pattina linen cloth, 2020

Bed Sheet 1.jpg

Bed Sheet, 250cm x 140cm, detached egg tempera on pattina linen cloth, Milan, Italy, 2020

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Bed Sheet (detail) , detached egg tempera on pattina linen cloth, 2020

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A raincoat, 2020, tempera on pattina linen cloth, 90cm x 190 cm and 90cm x 190cm

The diptych records both the sides of a raincoat and its hanger. The work is an explicit translation of the object’s physicality onto a canvas.


In questo caso l’intenzione era trasportare la pittura applicata su due lati di un’impermeabile e una gruccia sulla tela. Il dittico riporta la fisicità e le forme dell’oggetto, ora prossime alle due dimensioni.

A raincoat (detail), 2020, tempera on pattina linen cloth

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